Una storia vera.
By Manu on Mag 24, 2006 in Cronaca
Jo non ama molto uscire di casa la sera. Vive nel centro storico di Napoli, e di cose lì se ne sentono tante. Appena qualche vicoletto più avanti casa sua fu assassinata Annalisa, nel quartiere di Forcella. Forse non vorrebbe viveri lì, ma l’Università è a due passi e lei è originaria di un piccolo paesino nel salernitano. Una sera si fece convincere ad uscire un po’, perchè in fondo anche uno studente, per giunta lontano da casa, ha bisogno, di tanto in tanto, di divertirsi. Si decise per il “Mouse”, un locale situato nei pressi dell’Università dove si tengono solitamente “i giovedì universitari”, un luogo piccolo e decisamente troppo affollato. Si avviarono quindi, passando per una Via Duomo deserta e per questo ricca di fascino, un fascino che viene da un passato glorioso e oggi dimenticato. Imboccarono il vicoletto che porta alla volta di S. Marcellino, un luogo molto amato dagli studenti delle università della zona, perchè lì, dentro l’edificio della Facoltà di Scienze Naturali, c’è un meraviglioso giardino dove studiare o intrattenersi, è un paradiso anomalo, tra le ombre dei vicoli stretti e degradati della città. E’ lì che incontrarono N. Proprio sulla strada videro un ragazzo accasciato a terra, immobile. Jo si spaventò moltissimo, pensava fosse morto, ma tra il desiderio di scappare e quello di aiutare quel ragazzo prevalse il secondo, e chiamò l’ambulanza. Nè Jo nè gli altri ragazzi con lei ebbero il coraggio di smuoverlo, rimasero lì a fargli una silenziosa compagnia e aspettarono i soccorsi. Poco dopo arrivò una macchina. Il conducente scese e si avvicinò al gruppo. Rvolgendosi ai ragazzi, gli disse ” Ma questo sta ancora qua?Ho chiamato l’ambulanza da circa mezz’ora. E’ vivo, l’ho spostato dalla strada prima e ho visto che respirava. E’ un drogato di merda!” Poi si riavviò verso la macchina e se ne andò. Jo non sapeva cosa pensare. Il ragazzo era ben vestito, non sembrava un barbone, nè un nomade, di quei tipi che girano con i cani e chiedono spiccioli. Sembrava essere un coetaneo, forse uno studente, forse una persona conosciuta. Le venne in mente un ragazzo conosciuto una volta ad una festa a casa di altri studenti, ma non ne era sicura, così accasciato non avrebbe potuto dirlo con esattezza. Proprio quando cominciò a piovere finalmente dopo mezz’ora, arrivò l’ambulanza. Si avvicinarono al corpo, con un fare molto sicuro di chi sa bene il mestiere o semplicemente è abituato a trovarsi di fronte casi del genere. Gli praticarono 2 iniezioni, gli misero delle gocce negli occhi, gli fecero un massaggio cardiaco. Poi rivolsero ai ragazzi un paio di domande, e insisterono affinchè se ne andassero, che tanto adesso c’erano loro e non potevano più far nulla. Si convinsero e s’avviarono al locale. Jo non riuscì a divertirsi quella sera, continuava a pensare a quel ragazzo, si chiedeva se si fosse ripreso, cercava di convincersi che lei aveva fatto tutto il possibile e che lui non poteva essere N., che si sbagliava. N. sembrava così a posto, era molto intelligente, da poche parole scambiate con lui quella sera sapeva che sognava di laurearsi al più presto in Scienze Politiche e prendere la carriera diplomatica. Non poteva essere lui.
Finita la festa si riavviarono verso casa, ripercorsero la stessa strada e quel ragazzo lì non c’era più. ” Magari lo hanno portato in ospedale” pensò Jo. Imboccarono ancora via Duomo, e all’angolo del vicolo che porta a casa sua, Jo venne spinta da un tipo che le venne addosso. Alzò lo sguardo infastidita dallo scontro e rimase con la bocca spalancata ed i pensieri a mezz’aria. Era proprio lui, il ragazzo che poco prima era accasciato a terra! Ed era N, ora ne era certa. Non poteva credere che l’avessero lasciato semplicemente andare…
Quella notte Jo non riuscì a chiudere occhio, pensando al suo futuro.









Una storia che mi fa domandare: possibile che io sia napoletano di nascita, viva a napoli la maggior parte delle mie giornate ma, venendo da un paese di provincia, non abbia idea di così tanto “disinteresse verso l’umano”?
detronizator.org | Mag 24, 2006 | Reply
Non dirlo a me.In 24 anni non ho visto le cose che ha visto in 5 anni appena. E’ un altro mondo lì. Queste storie sono quotidiane, e a lei dico spesso che Napoli non è tutta lì, che cambia volto a seconda di dove vivi. Posso dire di non aver mai visto un drogato dalle mie parti, e non vivo in una zona in. Il dramma è che la parte turistica e storica risiede proprio là.
Manu | Mag 24, 2006 | Reply
Purtroppo è vero. Napoli è poliedrica. E a seconda dei casi è un bene oppure un male.
Ho passato alcuni anni della mia vita in una delle zone più “out” di Napoli: Secondigliano. Ci ho fatto la scuola superiore, praticamente a ridosso della famosa 167, a pochi passi dal Monte Rosa, dalla Masseria Cardone, etc. Lì drogati, spacciatori, malavitosi di ogni forma e colore erano all’ordine del giorno. Stando sempre là non ci fa più caso a un certo punto. Non fai più caso agli spacciatori come non faresti caso al salumiere. Non fai più caso al drogato, che alla fine ti rendi conto essere solo un poveraccio, il più delle volte una vittima di un degrado talmente intenso che ti avvolge, ti attacca una palla al piede che difficilmente puoi strappare via. Molti di loro non sono cattivi ragazzi. Lo senti quando ti parlano negli autobus mezzi fatti: ti fanno quasi tenerezza certi, disperati, piangenti e malmessi sotto i colpi di quella roba di cui non possono più fare a meno. Non sono cattivi ragazzi, molti; sono solo sfortunati.
E poi, non fai più caso alla volante della polizia che fa finta di non vedere per “non avere problemi” con i pezzi grossi del quartiere. Hanno le famiglie a casa da “salvaguardare”, non si mettono certo a rischiare. Uno solo personalmente ho sentito che ha avuto il “coraggio” di arrestare un tizio che non si doveva toccare. Fu convoncato dai superiori e sbarcato a Nord con tutta la famiglia.
Ancora, non fai più caso alle Ambulanze che vengono chiamate il più delle volte per rianimare qualche drogato collassato. Vengono, li riprendono, e via. Spesso non li portano in ospedale, come è accaduto al tizio che Jo ha riconosciuto come N.
Beh si, Napoli non è tutta così, non è solo così, ma è anche così.
Nemo | Mag 24, 2006 | Reply
Se anche chi dovrebbe assistere un morente se ne disinteressa a questo punto, si può solo vivere sperando che “non tocchi anche a te”.
Ma é molto, molto, molto triste.
detronizator.org | Mag 24, 2006 | Reply
Cara Manu,
nonostante la vittoria di queste nostre belle città c’è un risultato su tutti che mi pesa. Quello siciliano. Ti lacio qua un sondaggio che ho trovato in rete… Bacio
Domanda: Amministrative: chi è il simbolo della sconfitta?
Gianni Alemanno 4.2%
Silvio Berlusconi 32.2%
Rita Borsellino 3.5%
Rocco Buttiglione 16.1%
Bruno Ferrante 1.4%
Franco Malvano 1.4%
I siciliani 41.3%
Sara | Mag 31, 2006 | Reply
non posso non essere concorde con la maggioranza…
La possibilità di cambiare le cose c’è, è il coraggio che manca! Questa la cosa che mi fa più rabbia.
Ti abbraccio.
Manu | Mag 31, 2006 | Reply