La parabola dei 3 anelli.

“Molti anni orsono un uomo, in Oriente, possedeva un anello inestimabile, un caro dono. La sua pietra,un opale dai cento bei riflessi colorati, ha un potere segreto: rende grato a Dio e agli uomini chiunque lo porti con fiducia.
[...]Egli lasciò l’anello al suo figlio più amato e lasciò scritto che a sua volta quel figlio lo lasciasse al figlio suo più amato; e che ogni volta il più amato dei figli diventasse, senza tener conto della nascita ma soltanto per forza dell’anello, il capo e il signore del casato. L’anello così di figlio in figlio, giunse alla fine ad un padre di tre figli. Tutti e tre gli ubbidivano ugualmente ed egli, non poteva farne a meno, li amava tutti nello stesso modo.[...] Così, con affettuosa debolezza, promise l’anello a ciascuno dei tre. Andò avanti così finché poté, ma vicino alla morte, quel buon padre si trova in imbarazzo. Offendere così due figli fiduciosi della sua parola lo rattrista. -Che cosa deve fare?-
Egli chiama in segreto un gioielliere, e gli ordina due anelli in tutto uguali al suo [...] Quando glieli porta neppure il padre è in grado di distinguere l’anello vero. Felice, chiama i figli uno per uno, impartisce a tutti e tre la sua benedizione, a tutti e tre dona l’anello, e muore. Morto il padre ogni figlio si fa avanti con il suo anello, ogni figlio vuol essere il signore del casato. Si litiga, si indaga, si accusa. Invano. Impossibile provare quale sia l’anello vero, quasi come per noi provare quale sia la vera fede.”

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