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	<description>Blog e Home page di Manuela</description>
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		<title>La grande tela</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 10:01:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Privato]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli ultimi anni sono stati davvero duri, siamo abituati a chiedere sempre meno e ad aspettarci nulla più che contentini; abbiamo imparato ad abbassare la testa o a girarla dalla parte più comoda; qualcuno si è inventato altrove una specie di sopravvivenza, altri hanno preferito soffrire, ma farlo a casa propria. Baci, abbracci e buona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://secretum.neminis.org/files/banksy3-3103111839350.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-261" src="http://secretum.neminis.org/files/banksy3-3103111839350-300x295.jpg" alt="" width="300" height="295" /></a>Gli ultimi anni sono stati davvero duri, siamo abituati a chiedere sempre meno e ad aspettarci nulla più che contentini; abbiamo imparato ad abbassare la testa o a girarla dalla parte più comoda; qualcuno si è inventato altrove una specie di sopravvivenza, altri hanno preferito soffrire, ma farlo a casa propria. Baci, abbracci e buona fortuna, sempre meno sedie intorno alla tavola.</p>
<p>C&#8217;è chi ha alzato la voce e ha detto &#8220;Non ci sto&#8221;, c&#8217;è chi ha stretto i pugni e gli ha mostrati ma poi ha preferito usare la voce, la tastiera, un click.</p>
<p>La storia ci dice che ogni generazione, chi più chi meno, ha l&#8217;opportunità di partecipare al cambiamento della generazione precedente e futura. Una sorta di passaggio di testimone o, come piace immaginarlo a me, una lunga scala che ci vede tutti in fila a raggiungere la sommità, alta. Alla fine di questa scala una grande tela immensa, dove ognuno di noi, con la propria matitina a colori può tracciare una linea, finire o aggiungere una figura, un qualsivoglia. Alcuni lasciano un bel po&#8217;, ispirati dalla salita, altri si limitano a sfiorarla intimiditi dalla sua grandezza. C&#8217;è chi finisce il disegno lasciato da qualcun altro, chi imita, chi rivoluziona, c&#8217;è chi crea e c&#8217;è anche chi distrugge. La riuscite a vedere?<br />
Una sbirciatina generale al panorama, a quello che si è lasciato alle spalle, alla persona che ti precede e poi di nuovo giù. L&#8217;insieme delle linee e delle figure sulla tela è la storia, l&#8217;umanità. E in quel momento tutto nostro, in cui siamo lassù e abbiamo davanti il mondo intero, sta a noi decidere cosa fare, cosa disegnare, cosa lasciare a quelli che vengono dopo, come cambiare o adattarsi a quello che ha fatto chi prima di noi. Il nostro momento, nella storia.</p>
<p>Sprecare il momento in cui siam lassù e possiamo fare la differenza, vuol dire sprecare la vita stessa, ogni sforzo fatto per superare ogni gradino. Si possono cambiare i momenti di vuoto, quelli bui e profondi e sostituirli con qualcosa di meglio e si ha una sola unica occasione per farlo.</p>
<p>Penso che siamo tutti vicino a quel momento. Penso che sia arrivata l&#8217;ora di impugnare la matitina e iniziare a pensare cosa si vuole fare, se si vuole finire, distruggere o inventare. Ma facciamo presto&#8230;i gradini stanno per finire&#8230;</p>
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		<title>Se la notte avesse un nome</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 14:31:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8230; quale le daresti?” Solo il rumore delle cicale, qualche grillo qua e là e lei, con la sua voce e quella strana domanda. Sdraiati sull’erba umida, soli nel mezzo di un prato, lontano da tutto il mondo di fuori, come cornice un cielo che così, D. non aveva mai visto. Gli occhi affamati di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; quale le daresti?”<br />
Solo il rumore delle cicale, qualche grillo qua e là e lei, con la sua voce e quella strana domanda. Sdraiati sull’erba umida, soli nel mezzo di un prato, lontano da tutto il mondo di fuori, come cornice un cielo che così, D. non aveva mai visto. Gli occhi affamati di tutte quelle stelle che lui scopriva per la prima volta. La città con le sue luci nasconde al mondo intero un&#8217;anima latente fatta di un infinito di piccole azzurre stelle, così immenso e profondo da far quasi paura.<br />
“ Le darei il tuo nome”. Non riusciva a dirlo, ma lo sapeva per certo. Tutto ciò che potè fare fu chinarsi su di lei per baciarla infinite volte tanto quanto infinita sembrava quella notte.<br />
Poi inaspettatamente tutto finì. Le stelle che al buio, fino a qualche minuto prima li avevano avvolti, donado alla loro giovinezza una notte dal sapore eterno, pian piano scomparivano. Ad una ad una si ritiravano, lasciavano al cielo lo spazio azzurro di un imminente sole e agli occhi dei due giovani sdraiati a contemplarle, la sottile disperazione di un ricordo sul punto di nascere. Seppero che il loro tempo era finito. E si allontanarono l&#8217;uno dall&#8217;altra. In silenzio, come tutto era intorno, come tutto era iniziato, ognuno prese un sentiero diverso che, sapevano, non portava nella stessa direzione. E quel silenzio in un attimo diventò un rumore fortissimo, un pianto soffocato, un animo ferito. Pulsava incessantemente nelle orecchie, si dimenava nel petto, aveva tutto il sapore dell&#8217;alienazione e del perdono. Una disperazione consapevole, già calcolata, prevista, ma egualmente così intatta, così pesante da sembrare insostenibile. Ogni passo l&#8217;uno dall&#8217;altra era un traguardo verso l&#8217;irrazionale paradossale piacere che provano i giovani nel prendere coscienza del dolore. Ogni passo li allontanava dal sogno ma li avvicinava di più alla consapevolezza del mito, all&#8217;esperienza per eccellenza, a quella tanto agognata occasione perduta che trasforma la vita autentica in un romanzo. Non è questo forse a cui tutti noi aspiriamo? Non preferiremmo mille volte vivere il dolore del &#8220;se&#8221;, lasciarsi trascinare dall&#8217;idea romantica della cosa inconclusa, rimasta lì ferma in attesa di essere contemplata in un giorno d&#8217;estate, in un momento di solitudine? Quella ruga indelebile che trasforma il viso, che si accentua quando il pensiero la tortura, che si distende quando si lascia andare ad un lungo sospiro e finisce nell&#8217;abitudine. Tutti pagherebbero oro per avere nella propria vita un romanzo inconcluso, un viaggio finito ancor prima di cominciare. Tutti perderebbero l&#8217;anima per poterlo vivere in giovinezza, per trattenerlo in segreto fino alla fine della vita stessa e poi conservarlo qui sul mondo, come scarabocchio su un foglio, oltre la morte. Sentirci protagonisti per una volta di una tragicommedia romantica, veder i nostri nomi tra i titoli di coda di un film pluripremiato agli oscar e tratto da un best-seller mondiale. Meschino? Volgare? No&#8230;sarcasticamente puro, umano. In fondo, non ci si abbandona mai alle cose troppo belle, ma a quelle mediocri. C&#8217;è una sorta di incorruttibile fascino in esse, ci completano rendendo reali le nostre stesse mediocrità. Le cose troppo belle hanno la leggerezza del sogno e l&#8217;incorruttibilità di un diamante, ma non sono fatte per l&#8217;uomo che per un solo breve attimo. Oltre quell&#8217;attimo sarebbero contaminate e perdute per sempre.<br />
Un auto sfrecciò veloce e D. provò un sussulto. Rapito dalla grandezza di quello che provava, camminava non più su questa terra ma su una creata apposta per lui e per quel momento. Ogni tanto, entrambi distanti ed opposti, cercavano con gli occhi l&#8217;altro, guardavano indietro verso un sole sempre più prepotente e immaginavano l&#8217;altro, un ombra indistinta nel troppo chiarore, che si avvicina correndo per raggiungere le braccia dell&#8217;amato e non abbandonarle più.<br />
Ma nulla di tutto ciò accadde. Solo due giovani cuori disperati e la parola addio, come una eco, tra i loro pensieri.</p>
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		<title>Ritorno</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 12:43:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Privato]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora un altro passo e sarò a casa. Dinanzi la porta chiusa già mi sentirò bene Perché varcata quella soglia, potrò abbandonare il mondo conosciuto da tutti e ritrovare il mio. Tornata a casa, saprò esattamente dove sono tutte le cose che ho lasciato E sentirò l&#8217;odore delle nostre vite sul tavolino dove poggio le chiavi nell&#8217;appendiabiti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal"><span>Ancora un altro passo e sarò a casa.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span> Dinanzi la porta chiusa già mi sentirò bene<br />
Perché varcata quella soglia, potrò abbandonare il mondo conosciuto da tutti e ritrovare il mio.<br />
Tornata a casa, saprò esattamente dove sono tutte le cose che ho lasciato<br />
E sentirò l&#8217;odore delle nostre vite<br />
sul tavolino dove poggio le chiavi<br />
nell&#8217;appendiabiti per togliere l&#8217;ingombro del cappotto,<br />
<span> </span> nel vestito ampio e comodo che indosso, per il riposo.<br />
Toglierò le mie scarpe sporche  di tanti passi frettolosi,<br />
di semafori e genti,<br />
di saluti con la mano e strade piene che a malapena ricordano chi le ha vissute.<br />
Mi libererò del trucco e scoprirò il mio viso,<br />
sarà stanco ma sollevato di guardarsi senza pensiero, di riconoscersi come lo conosco io<br />
pieno di tante ore passate lontano dal conforto sicuro di una voce senza parole.<br />
<span> </span> Né il passo deciso, né lo sguardo di fuori<br />
Danno ad intendere ciò che avviene dentro  quando,<br />
<span> </span>dismessa l&#8217;ultima corazza,<br />
<span> </span>io mi abbandono  e accolgo felice<br />
<span> </span>la benevole sensazione di esser sola.<br />
Benvenuta alla mia solitudine!<br />
Perché quando aspetto che mi lasci anch&#8217;essa<br />
sta per arrivare il <strong>tuo</strong> momento di tornare a casa.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span>E saprò di essere completa.</span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
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		<title>Inverno</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 17:40:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Privato]]></category>

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		<description><![CDATA[Sei d’inverno, e spogli i tuoi occhi al sole pallido, dove è ancora il ricordo dell’oro all’orizzonte. E’ inverno Quando le colline perdono il loro profilo E la notte vince al giorno Il suo primato sul tempo. M’avvicino E sono d’inverno i tuoi respiri Oh povere braccia! Che mendicano al vento freddo Un angolo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://secretum.neminis.org/files/255__320x240_20071221_winter_062.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-246" title="255__320x240_20071221_winter_062" src="http://secretum.neminis.org/files/255__320x240_20071221_winter_062.jpg" alt="" width="320" height="213" /></a></p>
<p><em>Sei d’inverno,<br />
e spogli i tuoi occhi al sole pallido,<br />
dove è ancora il ricordo dell’oro all’orizzonte.<br />
E’ inverno<br />
Quando le colline perdono il loro profilo<br />
E la notte vince al giorno<br />
Il suo primato sul tempo.<br />
M’avvicino<br />
E sono d’inverno i tuoi respiri<br />
Oh povere braccia!<br />
Che mendicano al vento freddo<br />
Un angolo di conforto.<br />
E non c’è luogo in cui fuggire,<br />
non ci sono mura tanto alte che mi nascondano<br />
Da te che mi cammini accanto<br />
E dal tuo inverno che mi divora.<br />
</em></p>
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		<title>Colori&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Sep 2008 14:51:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privato]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[La solitudine apre la strada al pensiero&#8230;Molte volte mi ritrovo a pensare e tante altre semplicemente guardo il soffitto e cerco di immaginare cambiate le mura della mia stanza. Ogni giorno hanno per me un colore diverso, ma sarebbe assurdo pensare di averle dipinte di tutti i colori! Il caos è buono solo per un&#8217;ora&#8230; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La solitudine apre la strada al pensiero&#8230;Molte volte mi ritrovo a pensare e tante altre semplicemente guardo il soffitto e cerco di immaginare cambiate le mura della mia stanza. Ogni giorno hanno per me un colore diverso, ma sarebbe assurdo pensare di averle dipinte di tutti i colori! Il caos è buono solo per un&#8217;ora&#8230;<br />
Da sola mi diverto a guardare le vite degli altri, delle persone che mi camminano accanto. E così, un giorno sono una madre premurosa che va per la strada col suo piccolo tesoro e guarda tra il divertito e l&#8217;assorto ogni passo che muove; un altro sono in giacca e cravatta con una valigetta nero lucida piena di carte e buone speranze; un altro ancora sono agli angoli di una strada e mendico con gli occhi l&#8217;unico bene che non posso comprare. Eppure alla fine di ogni giorno torno me stessa, una ragazza tra il bianco e il nero, intenta a cercare per le sue solide pareti un colore che sia definitivo, che abbia l&#8217;eterno conforto di trovarsi nel posto giusto&#8230;Non so se esiste, per ora il piacere sta tutto nel cercare&#8230;</p>
<p>Bè&#8230;che ne dite di questo colore intanto?</p>
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		<title>Bilanci&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Aug 2008 16:20:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privato]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Dire di essere felici e´il miglior modo per pregiudicare questo sentimento. Scatta uno strano meccanismo, come una reazione allergica e la terra o l´universo intero si mettono in azione per stroncare il tuo benessere, immediatamente. Se durasse non sarebbe felicitä. Ma&#8230;no risk, no fun&#8230;cosi´lo voglio dire: sono felice! Son passati quasi 5 mesi da quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dire di essere felici e´il miglior modo per pregiudicare questo sentimento. Scatta uno strano meccanismo, come una reazione allergica e la terra o l´universo intero si mettono in azione per stroncare il tuo benessere, immediatamente. Se durasse non sarebbe felicitä. Ma&#8230;no risk, no fun&#8230;cosi´lo voglio dire: sono felice!<br />
Son passati quasi 5 mesi da quando ho messo piede per la prima volta qui e da allora ne ho fatti di passi avanti e la mia vita e´cambiata cosi´radicalmente e cosi´in fretta da non lasciarmi nemmeno il tempo di accorgermene. Nuova cultura, nuovo lavoro, nuova lingua, nuovi straordinari amici&#8230;Riprendo fiato solo ora. Ora che mancano pochi giorni per tornare indietro, a  casa mia, al mio mare, a quella che sono sempre stata fino ad ora. E non mi dispiace affatto perche´quasi non lo ricordo piu´, quasi ho dimenticato cio´che pensavo o cio´che volevo prima di venire qui. So che le pareti della mia stanza saranno diverse ora che ci entrero´di nuovo, so che la mia casa avra´un odore non piu´familiare e magari chiudere quella porta alle mie spalle non mi dara´lo stesso conforto che una volta riusciva a darmi. E  forse non avra´quell´ enorme peso. Ma sara´bello comunque, sara´come svegliarsi da un lungo sogno e cio´che resta da fare e´accogliere la realtä, con un sentimento indeciso, a meta´strada tra il sereno e il timoroso.</p>
<p>I think I´m going back&#8230;</p>
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		<title>Trovato casa!</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 13:33:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono bastati solo 15 gg di telefonate incomprensibili e annunci sui giornali, 4 appartamenti visitati, una bufera di neve e finalmene ho trovato casa! E´troppo carino il mio buco di 20,20mq! Appena ci ho messo piede dentro ho sentito quella bella sensazione che si prova solo in un luogo in cui ti senti davvero a tuo agio, in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono bastati solo 15 gg di telefonate incomprensibili e annunci sui giornali, 4 appartamenti visitati, una bufera di neve e finalmene ho trovato casa!</p>
<p>E´troppo carino il mio buco di 20,20mq! Appena ci ho messo piede dentro ho sentito quella bella sensazione che si prova solo in un luogo in cui ti senti davvero a tuo agio, in cui ogni cosa trova magicamente posto e non hai bisogno di pensare ad altro. C´e un piccolo balconcino che di giorno e´esposto al sole e basta quello per rendere la casa luminosa e calda. Capirete&#8230;20mq son facili da illuminare! Ma a me va piu´che bene cosi&#8230;</p>
<p>Insomma aspetto solo che qualcuno mi venga a trovare&#8230;;) <br />
 </p>
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		<title>Buona Pasqua!!!</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 10:13:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Privato]]></category>

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		<description><![CDATA[Quest anno per me non sara una vera pasqua&#8230;non ci sono le persone che vorrei accanto, ne il casatiello e ne la pastiera! Mi tirero un po´su il morale passeggiando per le vie di Monaco, sperando che siano piu affollate di quelle di Freising, che ieri era un deserto! Immaginate di camminare in una citta fantasma&#8230;completamente soli! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quest anno per me non sara una vera pasqua&#8230;non ci sono le persone che vorrei accanto, ne il casatiello e ne la pastiera! Mi tirero un po´su il morale passeggiando per le vie di Monaco, sperando che siano piu affollate di quelle di Freising, che ieri era un deserto! Immaginate di camminare in una citta fantasma&#8230;completamente soli! Io che sono abituata al caos mi sentivo quasi ansiosa&#8230;Cosi, sorseggero un caffe che piu che caffe parera acqua sporca e magari mi deliziero sotto la neve, che dicono scendera. Bello eh?!</p>
<p>Che volete fare&#8230;al mondo nessuno e mai contento. Non va bene mai, ne cotta ne cruda. Cerco di adeguarmi a questo nuovo stile di vita e spero di non rimpiangere troppo tutto quello che mi ha spinto a venire qui. Piuttosto rimpiango le persone care, delle quali devo fare a meno.</p>
<p>Un bacio a tutti! Buona Pasqua!</p>
<p>p.s. scusate la mancanza di accenti&#8230;co sta tastiera non ci capisco niente!</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Italia da terzo mondo&#8230;</title>
		<link>http://secretum.neminis.org/2008/03/italia-da-terzo-mondo/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 13:24:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Privato]]></category>
		<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Per andare a lavorare in un paese straniero, talvolta, ti chiedono un certificato di buona condotta. La procedura è semplice: basta andare al casellario giudiziario (pagare 20€ di marche da bollo) e richiedere il documento che ti testimonia come cittadino &#8220;pulito&#8221; penalmente. L&#8217;assurdo viene quando chiedi che il certificato rilasciato abbia valenza internazionale, ovvero sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per andare a lavorare in un paese straniero, talvolta, ti chiedono un certificato di buona condotta. La procedura è semplice: basta andare al casellario giudiziario (pagare 20€ di marche da bollo) e richiedere il documento che ti testimonia come cittadino &#8220;pulito&#8221; penalmente. L&#8217;assurdo viene quando chiedi che il certificato rilasciato abbia valenza internazionale, ovvero sia quantomeno in inglese. Da buon cittadino che paga le tasse e sopporta tutto non recando alcun disturbo, immagini che stesso al casellario abbiano già predisposto un modello in lingua inglese. La cosa sarebbe facile, semplice e anche soddisfacente, magari ti farebbe pensare che in fondo, qualcosa in questo paese funziona. Non è così ovviamente. Chiedono di recarsi al palazzo di giustizia e quindi far tradurre il documento. &#8221; Vai lì che te lo traducono&#8221;. Già la cosa ti stupisce, comincia a pensare che forse, essendo in UE da una vita e predisponendo il libero scambio di merci e persone all&#8217;interno della Comunità Europea, avrebbero potuto pensare a fare le cose in un&#8217;ottica più aperta, più internazionale appunto. Fa niente, andiamo al palazzo di Giustizia. Con santa pazienza ti perdi in quell&#8217;enorme palazzone, dove gli ascensori che toccano pure il 25esimo piano scricchiolano e hanno ventole instabili, e chiedi per l&#8217;ufficio competente. Una volta dentro e spiegata la situazione (ben 2 volte perchè era difficile da capire!) gentilmente ti dicono che loro traduzioni non ne fanno quindi <strong>a te è l&#8217;onere di cercare un traduttore che ti compili lo stesso certificato in lingua straniera e poi abbia la pazienza di recarsi, solo i giorni dispari, al suddetto ufficio per consegnare il modello e giurare dinanzi all&#8217;autorità che la traduzione è fedele all&#8217;originale italiano.</strong> Ovviamente la traduzione deve essere fatta da terzi, personalmente non è possibile. Ah! Bisogna anche presentare un&#8217;ulteriore marca da bollo da 14,62€&#8230;<br />
Mi chiedo come sia possibile che in questo paese non si preveda una cosa del genere. Come è possibile che il cittadino deve sempre e comunque farsi il mazzo quadrato, e farlo a sue spese, per avere anche i più piccoli servizi elementari!</p>
<p>Paese mio, ti lascio e vado via&#8230;a gambe levate!</p>
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		<title>A new life begins&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 18:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela</dc:creator>
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