La guerra dei diamanti

Blood Diamond, è uno di quei film che non si possono perdere. Racconda di episodi drammatici che si sono verificati e che ancora non sono conclusi nella grande e perduta Africa. Attraverso la storia di una vittima del gruppo guerrigliero RUF e di un uomo assetato di diamanti e potere, si ricostruiscono i fatti che hanno insanguinato per anni la terra rossa africana. Ma procediamo con ordine. Il gruppo guerrigliero denominato Ruf muove da anni una guerra civile, insorta contro il potere centrale, nella lontana Sierra Leone; questa milizia detiene la maggior parte delle miniere di diamanti presenti in questo paese; i finanaziamenti a questo gruppo vengono dalla vicina Liberia, la quale è sotto la dittatura di Taylor. Un accordo internazionale vieta l’esportazione e quindi il commercio di diamanti provienienti da zone di guerra; per questo motivo la Sierra Leone non può esportare i suoi diamanti; ma Taylor finanzia questo gruppo guerrigliero in cambio dei preziosi e attraverso falsi documenti fa risultare che sia la Liberia ad estrarli e quindi esportarli. Li certifica come liberiani, anche se la Liberia non possiede miniere di diamanti. Dietro questo traffico illecito ci sono le mani di multinazionali di diamanti, come la De Beers, le quali acquistano i preziosi falsamente certificati, incentivandone il traffico. La tragicità della questione, ben visibile nel film, è il fatto che questo gruppo guerrigliero fa stragi continue della popolazione e assolda bambini nelle sue fila, addestrandoli alla violenza.

Un bel film, una storia drammatica e purtroppo vera. Non perdetelo!

3 Comment(s)

  1. Devo assolutamente vederlo.
    Quante cose tragiche e ingiuste ignoriamo, nonostante la nostra coscienza che la società mondiale è subdola e meschina.

    Nemo | mar 11, 2007 | Reply

  2. ciao
    andrò a vedere il film, sul mio blog ho pubblicato un post sulla sierra leone, in realtà il dramma della sierra leone e dello sfruttamento dei diamanti non è finito, perché ora è possibile esportare i diamanti, basta che abbiano la certificazione war free, cioé liberi da guerra, ma il problema è che i poveri locali che scavano ore e ore al giorno prendono 1 dollaro al giorno e qualcuno lavora gratis sperando nella commissione ridicola che arriva se ci si imbatte nel diamante.

    ergo | mar 12, 2007 | Reply

  3. E’ una realtà che non possiamo nemmeno immaginare!Accettare condizioni simili di sfruttamento vuol dire avere una disperazione ed una sfiducia incredibili. Non possiamo capire.

    Manu | mar 12, 2007 | Reply

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