Processi italiani

L’altro giorno ricevo un commento da parte di un signore, Fortunato Zanotti, il quale mi rispondeva ad un articolo scritto sull’indulto. Mi parla del processo che sta subendo da ben 12 anni sottilineando le qualità note della giustizia italiana. Nel commento inoltre, c’è il link al suo blog, un diario vero e proprio dove racconta il lungo processo ancora in corso e la sua idea di giustizia oltre che la sua versione dei fatti. Andando a leggere, sono venuta a conoscenza della sua storia e di quella degli ulteriori indagati.

La Carisbo (Cassa di Risparmio di Bologna) effettuava, per conto dello stato, servizio di esattoria: reperiva denaro evaso, tributi, multe non pagate, ecc. Offrendo questo servizio , la banca guadagnava il contributo pattuito con gli enti impositori, aveva la possibilità di manovrare ingenti capitali e siccome aveva alle sue dipendenze solo un numero esiguo di esattori (esiguo rispetto all’ammontare delle pratiche esattoriali) risparmiava anche in personale. La giustizia è scattata quando si sono resi conto che in realtà questo servizio non era reso affatto o reso in entità modesta: gli esattori falsificavano i verbali, dichiaravano che la persona dalla quale dovevano riscuotere o era assente o nullatenente, per cui il tutto si risolveva nell’impossibilità di mandare avanti la pratica e quindi di riscuotere. Questo gioco è costato allo stato 852 miliardi, ad esso spettanti di diritto ma effettivamente mai incassati. Fu così che partirono avvisi di garanzia a tutti gli esattori della cassa di risparmi ed anche al sign. Zanotti. La storia iniziata nel 1995 non si è ancora conclusa, nonostante si prevedeva la fine del processo nel 2001. E invece sono passati 12 anni!

Fortunato Zanotti nel suo blog si difende, parla di tutto ciò che non poteva essere detto, dei ricatti subiti (o lavoravano in questo modo o venivano licenziati) e del suo modo di vivere questa storia infinita. Non spetta assolutamente a me dare giudizi su tutta la vicenda, ma posso limitarmi a commentare quanto sia vergognoso che un istituto di credito possa fregare così lo Stato e tutti i cittadini che lo formano, che quelle multe e quelle tasse le pagano, eccome! Ed è vergognoso lasciar perdurare un processo così a lungo, che comporta al di là dei termini economici, uno spiegamento di risorse psicologiche che è difficile mantenere costante nel tempo.

Per saperne di più, visitate il suo blog.

2 Comment(s)

  1. Concordo su tutta la linea. L’assurdità sta nel come l’istituto di credito abbia fregato lo stato e nell’eternità di questo processo.
    Riguardo invece la colpevolezza o innocenza dell’indagato, non sta a noi pronunciarci.
    Viene naturale pensare che, sottoposti a minacce, ci si poteva anche fare da parte e preferire il licenziamento all’associazione a delinquere, ma è vero anche che magari questo signore, come altri suoi colleghi, potevano avere una famiglia sulle spalle e andare sul lastrico non era proprio la mossa più facile da fare.
    Staremo a vedere, se mai avrà fine.

    Nemo | feb 20, 2007 | Reply

  2. Grazie,per quello che avete scritto.Non avevo nessun motivo di dubitare allora dell’Azienda per cui lavoravo,era un’istituzione.Quando sono entrato avevo 22 anni,era il 1975,ero stato assunto da messo notificatore.Il lavoro mi piaceva,ho sempre lavorato così,non mi sono mai accorto di violare la legge.Piu’riscuotevo,da esattore più guadagnavo(avevamo una specie di cottimo).
    Avevo tutto l’interesse di riscuotere.Mi sentivo uno specialista.Fino a quel maledetto giorno,ho sempre pensato di fare il mio dovere!Invece ero uno strumento in mani altrui.Alcune “spigolaure”:il collega che ha combinato il guaio o da dove è partito oltre andare in pensione con tutti i riconoscimenti,gli hanno assunto entrambi i figli,alla collega il marito!
    Proprio oggi ho ricevuto comunicazione di ulteriore interrogatorio da parte della polizia Tributaria per fatti analoghi fissata per il 14 marzo.
    Per finire,la Corte dei conti dopo nove anni di indagini ha sentenziato che questo modo di lavorare era già così stato organizzato ancor prima della mia assunzione.Io credevo di essere andato a lavorare in banca…….

    fortunato zanotti | feb 22, 2007 | Reply

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