Le vite di Napoli

Napoli ha 3 vite, tutti i napoletani lo sanno. E credetemi se ve lo racconto, perchè io lo sono, sono nata qua. E chi meglio di un napoletano può parlarvi di Napoli?

C’è una Napoli bene. Quella Napoli che puoi incontrare a Via Chiaia, tra i negozi di Valentino e Prada, dove i più rimangono fuori col naso incollato alle vetrine e solo pochi entrano; la puoi trovare a Posillipo, via Orazio, via Nevio, dove lo splendido panorama unito alle splendide ville, sembra davvero “spazzar via ogni dolore”. Questa Napoli c’è anche a via Toledo, dove le generazioni si tramandano “lo struscio”, la passeggiata domenicale fatta vestiti di tutto punto, alla “io, mammeta e tu”. Questa è la Napoli dalla “r” moscia alla Totò, dal dialetto pulito e di stampo antico, quella snob che guarda dall’alto verso il basso e solo in rare occasioni. La Napoli da evasione fiscale. C’è tanto di questa Napoli anche a Milano, Roma, Firenze…e non dite che non è vero.
Rovescio della medaglia, la Napoli oscura. Il suo buco nero è grande almeno quanto la sua bellezza. E’ un buco enorme. E’ la Napoli di Secondigliano, Scampia, Forcella e Sanità. Questi quartieri si conoscono molto bene, hanno fama, quelli di prima certo, non facevano notizia. La realtà è molto dura tra i vicoli di Forcella, il sole passa solo per pochi minuti al giorno, poi i suoi palazzi stretti la richiudono su sè stessa, la abbandonano, la isolano, la lasciano preda di sè. Per quelle strade ascolti musica neomelodica e motorini a tutte le ore, le mura sono decadenti, i volti sempre gli stessi. Prostitute, drogati e scugnizzi ogni mattina si danno il buon giorno, si sentono sicuri dicono, dove c’è la malavita la gente vive tranquilla. Solo qualche angelo ogni tanto cade giù, ma si tratta di fatalità, si raccontano. Secondigliano, Scampia…non c’è nulla da raccontare. Lì i vicoli di Forcella si fanno strade ben più larghe dove la gente sa che autobus prendere e a che ora farlo. Sono i centri da cui si irradia tutto il male della città, ma non sono certo gli unici. Questa Napoli è la meta preferita dai giornalisti; se si deve fare un’intervista è giusto farla dove si può speculare meglio: tra ignoranza, cattiveria e dolore. L’ignoranza la tramandano di padre in figlio, la cattiveria si acquisisce, il dolore è parte attiva della prima e della seconda. Di questa Napoli conoscete già.

Poi c’è la mia Napoli, e credetemi forse è la più dolorosa. E’ la Napoli degli studenti, delle famiglie oneste, che non evadono le tasse e non fanno gli scippi. E’ la Napoli di migliaia di giovani che si affollano la mattina nelle metropolitane, che parlano del futuro proprio e della città tra le mura delle università. Parlano ma solo tra loro, perchè a questi nessuno da mai ascolto, eppure urlano. E’ la Napoli della gente che crede ancora che si possa cambiare, che compra ancora la macchina nuova e si arrabbia quando vede che di Napoli si parla male, in modo sbagliato. I giovani vorrebbero studiare in università più attrezzate e moderne, vorrebbero avere opportunità di lavorare nella propria città e arricchire le sue casse ma inevitabilmente la devono abbandonare e contribuire alla crescita economia di qualche altra città, di qualche altro paese. E’ la Napoli che ha la furbizia, la creatività e la spensieratezza tipiche della città ma non le usa contro se stessa. E i suoi giovani non si drogano, non si ubriacano o si schiantano contro qualche muro, non uccidono nonne, padri, madri o fratelli, non abbandonano figli. Sognano.
E’ la Napoli che vive tra il bene e il male ogni giorno e non ha paura e non si sente sfortunata. Ed è molto, molto numerosa.

Ora basta speculare su Napoli. Vorrei che fossero i napoletani a parlare di Napoli, gli altri non sanno, non la capiscono.

7 Comment(s)

  1. Niente di più vero. Il quadro è praticamente perfetto. Come ho già detto anche nel mio blog, ormai per TV fanno passare Napoli come se fosse l’Afghanistan italiano, come se fosse un luogo di peste, di sfortuna (per citare quel razzista di Giorgio Bocca), dove non bisogna venire perché altrimenti muori. Dove si vive con la paura. Lo scenario che raccontano diversi giornalisti sembra davvero uno di quelli di un paese in guerra. Vivere con la paura? Magari in IRAQ vivranno con la paura di pigliarsi una mitragliata in petto o di saltare in aria su un autobus o ancora di ricevere una bomba in testa mentre si tenta di andare a “fare la spesa”. Questo è vivere con la paura. Vivere a Napoli non è una guerra. Napoli ha i suoi problemi. Napoli ha la camorra. Ma non è un paese sotto le bombe. Non è vero che si vive con la paura. Almeno per me e per quelli che conosco non è così. Magari di notte per strada e soprattutto in alcune zone bisogna fare quell’attenzione che negli ultimi tempi è usuale in tutte le metropoli, è chiaro. Se vai in stazione alle 11 di sera di certo non ci trovi un party, ma nemmeno muori ammazzato per sport. Ma, tolta la camorra, che purtroppo si è “infilata” nei posti più disparati, siamo tanto diversi da altre città? No, non tanto. Non più. Ma è la camorra che piace ai giornalisti. Piace molto più di tutti gli stupri, omicidi, suicidi, infanticidi, pedoviolenze, rapimenti, che sono all’ordine del giorno nel tanto amato e caro Nord. Perché loro sono del Nord, sono Nordici, noi siamo del Sud e…siamo Sudici, per citare una battuta di Gino Bramieri che mi è stata ricordata di recente. E’ tempo che la parola passi ai Napoletani, quella della terza faccia di Napoli raccontata nell’articolo, perché sono i più adeguati a raccontare le cose come stanno.

    Nemo | nov 6, 2006 | Reply

  2. Aggiungo, visto che ne parlavo prima con te, che forse c’è una quarta “faccia” di Napoli, una che forse conta la minoranza del popolo Napoletano: si tratta del napoletano che odia Napoli e la Napoletanità. Seppur pochi, so che ci sono. Sono una sorta di Napoletano con problemi al genoma. Un’anomalia. Non un semplice napoletano che si lamenta dei problemi di Napoli, li riconosce e li critica. Ma una sorta di padano nato nel posto sbagliato, per rendere l’idea. La cosa intristisce, vero?
    Ad ogni modo, dato che queste anomalie sono la minoranza, ribadisco il mio pensiero secondo il quale questo articolo è lo specchio della realtà.

    Nemo | nov 6, 2006 | Reply

  3. Sono pienamente d’accordo con quanto avete scritto..ma il problema è molto più ampio, perchè nn solo è dettato dall’esigenza/volere/desiderio di fare uno scoop, c’è un odio, un razzismo ed un’ignoranza che mi fa ribrezzo e spavento. Per accedere ad un’email su libero, mi è balzato agli occhi un link ad una notizia riguardante proprio Giorgio Bocca ed ho iniziato a leggere i commenti… sono rimasta per lo più indignata, anche se ringraziando il cielo ci sono ancora persone intelligenti e “di cuore” in italia. Non ho potuto fare a meno di scrivere un commento. vi riporto il link alla notizia http://liberoblog.libero.it/cronaca/bl5338.phtml

    e riporto anceh quanto io ho scritto: “è molto triste sentir che a parlare di napoli non sono i napoletani e magari persone che non ci sono neanche mai state. queste stesse persone che ascoltano distrattamente una televisione fatta da molti giornalisti(nn mi riferisco a fazio) e pseudo”uomini” che farebbero qualunque cosa pur di far audience, anche vendere la propria anima. A napoli ci sono problemi (come ci sono anche nel resto d’italia, e nn parlo solo del sud), ma in televisione si sentono solo queste persone che inneggiano (ed inneggiate) all”odio, all’intolleranza, al razzismo. Nipoti che uccidono per 10-20 euro, donne violentate, , emigrati insultati e definiti “feccia” (e nn sono parole mie, ma sentite stamattina a prop della scuola italo-araba) solo perchè di cultura e colore diverso.
    una persona a me cara ha detto(anche se nn cito tutto il suo pensiero): Napoli ha 3 vite, tutti i napoletani lo sanno: c’è la napoli ricca; c’è la napoli dei delinquenti, dei camorristi e dei ladri (e solo questa voi conoscete); c’è la napoli dei milioni di studenti, delle famiglie “per bene” (che nn evadono tasse e che nn rubano), delle persone che si adoperano per aiutare i più deboli. Ma a voi della prima e dell’ultima nn interessa, guardate solo quello che volete ed ascoltate solo quello che volete. Sono napoletana e sono fiera di esserlo, i problemi ci sono e devono essere risolto, ma nn puntate i riflettori solo quì, guardate oltre il vostro naso e vedrete la realtà che ben lungi da quella che proclamate… (scusate se il commento è a pezzi)
    Le persone “per bene” non sono quelle che si sentono negli scoop, ma sono quelle che si adoperano per far del bene, che sognano, che nn si arrendono all’indifferenza ed alle difficoltà. Non sono certo “per bene” gli autori di alcuni dei commenti che ho letto: le anime piene di odio, di razzismo e fanatismo sono la rovina dell’italia e soprattutto della parte che dovrebbe essere “buona” dell’essere umano. Grazie, invece, a tutti quelli che guardano oltre la sporcizia mostrata in televisione e che nn si coprono gli occhi.”

    Buona notte

    alhandra | nov 7, 2006 | Reply

  4. Io… io sono con voi.
    Forse meno “innamorato” di Napoli, ma di sicuro le voglio bene. E mi arrabbio come voi quando me la toccano così.

    detronizator.org | nov 10, 2006 | Reply

  5. sn daccordissimo di quello ke avete scritto,e vorrei aggiungere alcune cose,sn napoletano al 100 per 100 e innamorato di napoli ,se pensate bene napoli e diversa dalle altre città,basta pensare che è la città più bella d italia e forse del mondo . forse è invidia quella del nord? bò ki sà può essere ,ci sn i napoletani ke vorrebbero ke nn si parlassi di napoli ,della nostra napoli ,che tanto la offendono ……. i napoletani sn diversi abbiamo cuore siamo caldi siamo socievoli,e pensate un napoletano si adatta da per tutto ma un milanese sà vivere solo nella sua milano di nebbia ,e poi…. poi abbiamo il napoli la nostra squadra ke ci fa sognare.serie A, B,C, nn importa il calore per la squadra e lo stesso 70 000 spettatori a milano nemmeno in finale di champions succederà,…………..infine napli fatti sentire e facciamoci capire ke siamo un popolo orgogliosi e fortunati di essere nati a napoli

    marco | ott 17, 2007 | Reply

  6. Condivido in pieno. Bellissimo post ;)

    SbatMan | mag 29, 2010 | Reply

  7. No caro Nemo, non sono d’accordo. Napoli non é come le altre metropoli: é molto piú pericolosa, molto piú sporca e piú povera.
    Fai un piccolo test e te ne rendarai conto, io l’ho fatto ed il risultato é stato questo: una sera a cena 4 napoletani e 2 madrileni, alla domanda “ti hanno mai minacciato/rapinato con un’arma?” R: 4 napoletani 100% si; 2 madrileni 100% no.
    D: Ti hanno mai rubato macchina/motorino?
    R: Napoletani 75% si; Madrileni 100% no
    D: Hai mai visto montoni di immondizia bruciare pr strada?
    R: Nap 100% si; Mad 100% no
    D: Ti hanno mai “schiattato” un uovo in testa a carnevale?
    R: giá la sai che te la scrivo a fare.
    Il primo é piú grande problema della nostra adorata cittá é che alla fine anche la 3ª Napoli (a cui appartengo anche io) si abitua a tutta sta schifzza e finisce col convincersi che sia normale.
    Reagire é difficile, lo so. Ma se siete ancora la, vi prego, non abituatevi a tutto questo.
    É possibile essere migliori.

    Giapu | ago 30, 2010 | Reply

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