Perchè non donare l’8×1000 alla Chiesa Cattolica
By Manuela on mag 4, 2006 in Uncategorized
Ci saremo accorti che siamo vicini a dover dichiarare il nostro patrimonio allo stato; se non lo ricordiamo per dovere civile, le pubblicità della Chiesa Cattolica che invitano a donare l’8×1000 del gettito fiscale irpef, sono tempestivamente pronte a ricordarcelo. Ci mostrano immagini toccanti, dove missionari carichi di questo denaro costruiscono scuole e aiutano le popolazioni più bisognose a sfamarsi…La realtà, non è tutta qui.
L’8×1000 fu stabilito nel 1984 da un concordato fatto da Craxi e il segretario di Stato del Vaticano allora in carica.Si stabilì che i cittadini potevano scegliere di destinare questa somma allo Stato o alla Chiesa Cattolica. Nel corso degli anni lo stato stipulò un accordo simile anche con altri culti religiosi. E’ così che attualmente ogni cittadino può scegliere di destinare questo importo ad una delle seguenti fedi: Stato, Chiesa Cattolica, Avventisti, Assemblee di Dio, Valdesi, Luterani, Ebrei. Basta firmare per una di queste destinazioni. Ma anche chi non firma partecipa: infatti coloro che firmano determinano la destinazione del fondo anche per coloro che non lo hanno fatto ,esso viene comunque distribuito a 5 delle suddette fedi (tranne L’ADI e i Valdesi, la loro quota va allo stato). Assurdo, ma vero.
Più nel dettaglio, vediamo l’utilizzo in percentuale dei fondi attuato da ciascun destinatario ( dati: 2004 ):
STATO: su 100mil di Euro ricevuti sono stati utilizzati solo 20mil, poichè la finanziaria del 2004 destinava 80mil di questi fondi alla guerra in Iraq.
- 44,64% conservazione beni culturali legati al culto cattolico
- 24,73% calamità naturali
- 23,03% conservazione beni culturali civili
- 4,44% fame nel mondo
- 3,16% assistenza rifugiati
Chiesa Cattolica: 936mil di Euro
- 46,45% esigenze di culto (catechesi, tribunali ecclesiastici, manutenzione e rinnovo degli immobili, gestione del patrimonio)
- 33,58% sostentamento del clero
- 19,97% aiuti al Terzo Mondo
Chiesa Valdese: 3mil Euro ( in Italia )
- 32,90% cultura, pace e diritti umani
- 24,65% anziani e sanità
- 17,80% bambini e giovani
- 18,36% occupazione, assistenza sociale
- 6,49% rifugiati, migranti e nomadi
Già da qui possiamo notare una grande differenza. Ogni qual volta ci fanno vedere le belle immagini della ritrovata spensieratezza e gioia di quelle popolazioni ricordiamoci che stanno usufruendo solo di uno stentato 20% della nostra generosità.
Per i dati relativi agli altri culti e il loro utilizzo dei fondi, riferitevi a Wikipedia o al blog della Guzzanti
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