Come l’oscurità è così anche il bianco,
ti copre la strada da percorrere, ti rende cieco
è la paura di volare ma anche quella di atterrare
o peggio, di rimanere con i piedi per terra
A volte la vita ti porta a un bivio
Ed è tremendo dover scegliere quale strada percorrere
Si ha la sensazione di non sapere dove trovarsi
Di non sapere come tornare indietro
Ogni piccolo passo che si fa in avanti
È un faticoso lasciarsi alla spalle ciò hai di conosciuto
Ciò che ti ha sempre rassicurato
Ciò che chiamavi casa.
Non si può aspettare, non in eterno
Arriva il momento in cui devi decidere
Devi.
E vorresti solo non avere quest’ opportunità
Vorresti non dover cambiare di nuovo la tua vita
Perché quando l’hai fatto in passato
Tutto ciò che ti ha portato
È sempre quel maledetto bivio al quale ti trovi.
La libertà è una lama a doppio taglio
E non sempre è ciò che desideriamo.
Ti lascia solo con te stesso e non fai altro che pensare
Che quella è l’unica compagnia che non vorresti.
Ironico, sospettoso e ribelle.
Faccio un altro passo…e che sia quel che sia.
Queste sono le prime parole pronunciate da Barak Obama, nuovo presidente degli Stati Uniti. Nel suo discorso, dall’ammirevole retorica, e negli sguardi delle persone lì presenti si nota quanto davvero ci sia bisogno di un cambiamento. Non si tratta solo della crisi finanziaria, che è assolutamente di primaria importanza risolvere o quantomeno rimarginare, ma si tratta di una crisi sociale che sta coinvolgendo il mondo intero e il nostro piccolo insulso paese chiamato Italia, in modo particolare. Una crisi profonda e pericolosamente vicina a una definitiva rottura.
Non potete immaginare quanto invidi gli americani in questo momento e quanto vorrei ascoltare anche io da un ipotetico “presidente” italiano parole di unità e orgoglio verso la nazione. Ma non quelle che pronuncia il presidente della repubblica a Natale…
Deve essere alquanto bello riporre le proprie speranze su qualcuno che è lì per rappresentarti, che usa parole pulite, che lascia il proprio patrimonio al di fuori dell’ambito politico, che non minaccia, che non insulta, che non usa una poltrona per sè e una manica di fetenti, che non manipola la giustizia, che non usa politiche del terrore. In questo momento, che vivo lontano dalla mia casa, dal mio paese che mi ha negato la pagnotta, come si suol dire, ho un sentimento di “internazionalità” che non ha eguali. Non mi sono mai sentita tanto cittadina del mondo. Guardo alla politica tedesca e me ne interesso come se fosse da sempre stato il mio paese, me ne compiaccio in molti casi, e ho avuto ansia anche per le elezioni americane. Mi rendo conto che ogni paese in questo mondo non può più essere considerato “straniero”, non può più essere osservato con distanza, con noncurante interesse: ogni politica che viene attuata in ogni paese del mondo è un tassello fondamentale per l’equilibrio del mondo stesso. Non ci sono più confini. Per questo ho davvero sperato anche io e spero in lui come nuovo presidente. Che dia un’aria di freschezza alla putrescenza crescente delle coscienze sociali (italiane in particolare)!
Qualcosa già è accaduto, qualcosa già ha fatto, involontariamente attraverso il colore della sua pelle (lo dico con tristezza)…speriamo che anche le sue mani sappiano fare qualcosa di buono.
Il Dirndl (nome assurdo e impronunciabile) è un abito tradizionale bavarese. Il termine in realtà vuol dire letteralmente “ragazzina”.
Questo meraviglioso abito era tipico delle zone rurali alpine e veniva inizialmente portato dalle giovani pastorelle. Era quindi un abito modesto, delle classi più povere. Solo in seguito, nella seconda metà dell’800 il Dirndl venne portato anche dalle signore d’alta classe, come abito estivo.
La storia vuole che il Dirndl diventi famoso nella città di Monaco grazie alla famiglia ebrea Wallach, i quali allestirono un negozio con svariate fantasie e modelli del tradizionale vestito. I Wallach furono anche i primi a portare il Dirndl all’Oktoberfest, organizzando sfilate in carro. Purtroppo durante il periodo nazista questa famiglia dovette abbandonare Monaco e chiudere bottega. Resta comunque oggi l’abito delle donne bavaresi, giovani o anche attempate, che amano vestirlo i giorni di festa, come la domenica e soprattutto durante le Volksfest (feste popolari) e ovviamente l’Oktoberfest.
Di Dirndl oggi ne esistono svariati modelli, di svariati colori e misure. Ci sono anche i mini-dirndl, eccezionalmente corti. Prezzo di base? Minimo 100 euro, per un Dirndl discreto.
Alternativa “maschile” del Dirndl sono i famosi Lederhosen, pantaloni a tre quarti di pelle di camoscio, indossati con camicioni e bretelle, anch’ essi d’obbligo per le occasioni speciali.
Curiosità: tradizione vuole che le giovani donne ancora nubili portino il fiocco, con il quale legano il grembiule, dalla parte sinistra dei fianchi, ad indicare “disponibilità”.
Sei d’inverno,
e spogli i tuoi occhi al sole pallido,
dove è ancora il ricordo dell’oro all’orizzonte.
E’ inverno
Quando le colline perdono il loro profilo
E la notte vince al giorno
Il suo primato sul tempo.
M’avvicino
E sono d’inverno i tuoi respiri
Oh povere braccia!
Che mendicano al vento freddo
Un angolo di conforto.
E non c’è luogo in cui fuggire,
non ci sono mura tanto alte che mi nascondano
Da te che mi cammini accanto
E dal tuo inverno che mi divora.
La solitudine apre la strada al pensiero…Molte volte mi ritrovo a pensare e tante altre semplicemente guardo il soffitto e cerco di immaginare cambiate le mura della mia stanza. Ogni giorno hanno per me un colore diverso, ma sarebbe assurdo pensare di averle dipinte di tutti i colori! Il caos è buono solo per un’ora…
Da sola mi diverto a guardare le vite degli altri, delle persone che mi camminano accanto. E così, un giorno sono una madre premurosa che va per la strada col suo piccolo tesoro e guarda tra il divertito e l’assorto ogni passo che muove; un altro sono in giacca e cravatta con una valigetta nero lucida piena di carte e buone speranze; un altro ancora sono agli angoli di una strada e mendico con gli occhi l’unico bene che non posso comprare. Eppure alla fine di ogni giorno torno me stessa, una ragazza tra il bianco e il nero, intenta a cercare per le sue solide pareti un colore che sia definitivo, che abbia l’eterno conforto di trovarsi nel posto giusto…Non so se esiste, per ora il piacere sta tutto nel cercare…